Giornale di Sicilia 6.8.1971

 

Dopo la condanna alla sorveglianza speciale

Ninetta chiusa in casa respinge i giornalisti

I familiari di Salvatore Riina dicono: "Non usciamo più" - Si sono raffreddati i rapporti con la Bagarella?

Ninetta Bagarella, tramite il suo difensore, ha impugnato ieri mattina il provvedimento del Tribunale con cui è stata sottoposta, per due anni e mezzo, alla sorveglianza speciale condizionata da particolari disposizioni, tra cui il divieto assoluto di incontrarsi col padre, col fratello Calogero e col fidanzato Salvatore Riina. A quanto pare, anche l'ufficio del pubblico ministero (che aveva chiesto quattro anni di soggiorno obbligato) presenterà stamane dichiarazione di ricorso. Queste le ultime novità che riguardano la maestrina di Corleone che, ieri, per la prima volta, col libriccino degli "ammoniti" nella borsetta si è recata al commissariato di P.S. per il controllo.

Dopo l'uscita obbligata, Antonietta Bagarella si è rinchiusa nella sua abitazione, rifiutandosi di ricevere amici e parenti, ma specialmente inviati speciali e cronisti che, sfidando il caldo torrido, ieri si erano avventurati verso Corleone nella speranza di parlare con la maestrina e hanno sostato a lungo in via Scorsone, una strada dal selciato infuocato, imbrattato di letame di muli, maleodorante per le numerose stalle situate nei pianterreni. Unico personaggio "visibile", un vecchietto sulla settantina, seduto dinanzi alla porta antistante all'abitazione dei Bagarella.

"Mia sorella non è in casa", è stata la risposta data a tutti i visitatori di ieri da Giovanna, la sorella maggiore di Antonietta. Lei, la maestrina era invece in casa e da dietro una finestra ben protetta da un tendone, era in grado di scrutare, non vista, i volti di chi chiedevano di lei.

Nella speranza di indurre la maestrina ad un colloquio, mi sono recato in casa di Salvatore Riina, il fidanzato che, nella "fuga", aveva preceduto Liggio di ben quattro mesi. La madre e le tre sorelle del latitante non sono certo allegre.

"Noi, - mi ha dichiarato la sorella maggiore di Riina - abbiamo i nostri guai. Da casa non usciamo e non abbiamo motivo di recarci in quella della Bagarella". Questo discorso ed altre espressioni hanno dato l'impressione che i rapporti tra i Bagarella e i Riina si siano in questi giorni alquanto raffreddati per via delle ultime vicende di nera che, a Genova, avrebbero avuto per protagonista proprio Totò Riina coinvolto in una rapina.

Le abitazioni dei Bagarella e dei Riina distano tra di loro non più di cinquecento metri. Entrambe sono ubicate nella parte alta del quartiere "San Giovanni" che, fino al 1963 fu anche teatro di drammatiche sparatorie. Tra l'altro, ricorderemo che proprio in via Scorsone, a una decina di metri dalla casa di Bagarella, un gruppo di banditi (che gli investigatori indicarono in Luciano Liggio, Calogero Bagarella e Giuseppe Ruffino), all'alba del 7 maggio 1963 attentarono alla vita del capo spirituale dei superstiti "navarriani", don Francesco Paolo Streva, e di alcuni suoi gregari. Le vittime predestinate furono pronte a rispondere con le armi impegnando con i "liggiani" un violento conflitto a fuoco che, comunque, non causò morti. Streva, poi, fu assassinato da due gregari quattro mesi dopo, il 13 settembre, in un agguato tesogli a piano Casale.

Oltre che l'ambiente di San Giovanni, l'omertà della zona accomuna, con gli abitanti di tanti vicoli tortuosi, le famiglie dei Riina e dei Bagarella.

"Non so quello che sia successo alla Bagarella", ha continuato a dire la sorella maggiore di Totò Riina,"io sono stata ricoverata in ospedale per ventisette giorni, perché ho dovuto subire l'esportazione di un occhio. Ripeto che non abbiamo nessun motivo di andare dalla signorina Bagarella. Veda, siamo qui tutte in casa noi tre sorelle, mia madre, e questo nipotino che si chiama Mario".

Nessuna parola di commento, quindi, in casa dei Riina alle "disgrazie" della fidanzata di Totò, nessuna parola di solidarietà né di difesa. Né alcuno della famiglia ha pronunciato, nel corso della conversazione, il nome di Totò. Soltanto la minore dei Riina ha avuto qualche parola di comprensione per la cognata:

"sarebbe l'ora - ha detto laconicamente - che la lasciassero un poco in pace".

Ma l'ha detto con un certo distacco. Indubbiamente alcune parti delle dichiarazioni della maestrina ("ritengo che Salvatore non mi ami più se per due anni non si è curato di farmi avere notizie") avranno infastidito i Riina. Non è escluso che i congiunti di Totò abbiano potuto pensare che la Bagarella sia anche stanca di aspettare il "fidanzato-ombra" che - lo ha detto proprio lei - "non si cura dei sentimenti e delle esigenze di una donna".

Da qui una certa diffidenza tra le due famiglie o un raffreddamento nei rapporti che fino a qualche settimana fa, per ammissione della stessa Bagarella, erano frequenti, per non dire giornalieri.