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Mio nonno, gli stupidi e la memoria viva

Stanotte a Siracusa hanno danneggiato la lapide che commemorava mio nonno. L'hanno tolta dal supporto metallico su cui si ergeva e l'hanno distrutta in mille pezzi.
Provo sentimenti opposti alla notizia di questo gesto. Da una parte una grande rabbia e un'immensa frustrazione: oggi sembrano lontanissimi, preistorici, i tempi in cui Palermo contava ogni giorno i suoi  morti, ma ho anche la consapevolezza che dietro questa "calma" apparente e insidiosa in realtà si nasconde lo stesso male. Mutato, cambiato nella forma, ma sempre lo stesso.
La mafia è il nostro cancro, e noi dobbiamo trovare il modo, il metodo, la formula, il coraggio di combatterlo e sconfiggerlo. Non possiamo abbassare la guardia, ma più forti e consapevoli rispetto al passato, dobbiamo essere consci del fatto che POSSIAMO SCONFIGGERLA!
Dall'altra parte penso alla "stupidità"del gesto: come se si potesse distruggere la memoria di una persona facendo a pezzi il suo nome su una pietra.
Potrete distruggere tutte le lapidi del mondo, dare fuoco a libri o giornali, rubare mezzobusti o scrivere frasi idiote sui muri, ma NON RIUSCIRETE MAI A DISTRUGGERE IL VALORE E L'ONORE DI CHI E' MORTO PER COMBATTERE LA MAFIA. Nulla potrete fino a quando il ricordo di questi uomini coraggiosi sarà vivo. 
Dovreste ucciderci tutti. Forse solo così potrete cancellare il loro ricordo o l'amore che proviamo per loro. Amore e stima che vanno al di là dell'averli conosciuti o meno.
Avete distrutto una lapide, ma rido amaramente, se pensavate che bastasse questo a cancellarne la figura. 
Se pensavate di offenderne la memoria, mi spiace: non ci siete riusciti. Avete solo fatto in modo che si parlasse di lui. Niente in voi o fatto da voi, potrà mai nuocere o far del male all'immenso esempio dell'uomo, del giornalista che mio nonno è stato e continua a essere.
Provo solo frustrazione per la vostra stupidità, la stessa frustrazione che si prova per qualcuno che ti fa perdere tempo o far fatica più del dovuto. 
So che ci vorrà ancora del tempo, ma quando la mafia sarà sconfitta, quello allora sarà il giorno più bello della nostra vita.

Siracusa, fatta a pezzi targa Mario Francese

Ignoti hanno divelto e danneggiato a Siracusa, la lapide posizionata in Largo Leonardo da Vinci in ricordo di Mario Francese, il cronista siracusano del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia in un agguato a Palermo il 26 gennaio 1979. La lapide, posizionata diversi anni fa su sollecitazione dei giornalisti siracusani, è stata staccata dal sostegno metallico sulla quale è fissata e quindi spaccata in più punti. Nella lapide sono rappresentate in modo stilizzato due pagine di giornale aperte all’interno di una delle quali c’è l’incisione:”A Mario Francese, giornalista, vittima della mafia”. La lapide che si trova a poche centinaia di metri dal comando provinciale dei carabinieri, è il luogo dove ogni anno i giornalisti siracusani si ritrovano il 26 gennaio, in occasione dell’anniversario dell’uccisione, per una sobria cerimonia commemorativa – spesso alla presenza della sorella del cronista Maria Francese che vive a Siracusa – e la deposizione di un omaggio floreale. Il presidente 
del Gruppo siciliano dell’Unci, Leone Zingales, ha invitato le forze dell’ordine “a fare luce sull’episodio e individuare i responsabili dell’ignobile atto vandalico”.

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia esprime la propria più ferma condanna ed esecrazione per il danneggiamento della lapide che, a Siracusa, città natale del collega, ricorda il sacrificio di Mario Francese, il cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979 a Palermo. Che si tratti di un’intimidazione mafiosa o, come appare più probabile, di un ignobile atto vandalico, rimane la gravissima offesa alla memoria di Mario, simbolo e riferimento professionale autentico per tutti i giornalisti siciliani, cronista di razza al quale l’Ordine dedica annualmente un Premio di giornalismo. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale di Siracusa voglia ripristinare al più presto la lapide e che le forze dell’ordine individuino e segnalino alla magistratura i responsabili di questo gesto inqualificabile.  
È intervenuto anche il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando,esprimendo la propria condanna "per l'incivile danneggiamento a Siracusa della lapide che ricorda il sacrificio del giornalista Mario 
Francese". "Si tratta - ha detto Orlando - di un ignobile atto vandalico contro una straordinaria persona che ancora oggi è punto di riferimento per tutti i giornalisti. Grande solidarietà e affettuosa vicinanza esprimiamo, inoltre, alla famiglia del giornalista ucciso dalla mafia, sottolineando il grande impegno e l’indiscussa professionalità che hanno sempre contraddistinto l’operato di Mario Francese. Un martire della verità che ha dedicato la sua vita da professionista libero alla lotta contro la mafia".

L’ ENERGIA PULITA DELLA SICILIA

Il 21 Marzo, giornata in memoria delle vittime di mafia, si è svolto nell’auditorium del Liceo Classico-Scientifico di Piazza Armerina, un incontro particolarmente interessante con Giulio Francese, figlio del giornalista Mario Francese, ucciso in un agguato mafioso la sera del 26 gennaio 1979.

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A Cagliari in memoria di Mario e degli altri giornalisti uccisi

La “Giornata della Memoria” dei giornalisti italiani uccisi nel dopoguerra dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo sarà celebrata il tre maggio a Cagliari. La celebrazione si svolgerà nella Sala consiliare del Palazzo Civico di Via Roma con inizio alle ore 11.00.

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Una piazza e un giardino per Mario e Giuseppe

Una piazza importante a Corleone intitolata a Mario e Giuseppe Francese, uno spazio verde "Francese" in Viale Campania, una cerimonia a Siracusa dove l'amministrazione comunale si è impegnata a intitolargli un giardino. Una tre giorni intensa, culminata con il Premio che porta il suo nome al regista Pif, quella dedicata a Mario Francese, nel 35.mo anniversario del suo omicidio la sera del 26 gennaio 1979 per mano dei "corleonesi" di Totò Riina.

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